Punti Chiave
- Crescita dei contenuti: il catalogo Viveport è passato da 80 a 700 titoli in cinque mesi, con l'obiettivo di superare i 1.000 entro fine 2026.
- Nuova piattaforma: HTC lancia Vive Wave, un SDK unificato per il mercato cinese, già adottato da undici produttori tra cui Xiaomi, iQiyi, ZTE, 360 e Quanta Computer.
- Cloud VR: partnership con Dalian Radio & Television e Beijing Shiboyun Technology per il primo servizio di realtà virtuale in cloud, con connessione a banda larga da 60 Mbps senza necessità di PC.
La svolta secondo HTC Vive
Alvin Wang Graylin, presidente di HTC Vive per la Cina, dichiara in un'intervista a Marketing Interactive che la realtà virtuale ha raggiunto il punto di svolta verso l'adozione di massa. Secondo Wang Graylin, i prodotti stanno diventando accessibili per l'ingresso nelle case, mentre l'offerta di contenuti si sta moltiplicando rapidamente.
L'espansione dei contenuti
Sull'ecosistema Vive il numero di titoli disponibili è passato da circa 80 a 700 in cinque mesi. L'azienda punta a superare i 1.000 titoli entro la fine dell'anno. La crescita del catalogo affronta uno dei limiti storici della VR: la scarsità di software in grado di giustificare l'acquisto dell'headset per un pubblico non specializzato.

Vive Wave contro la frammentazione
Durante il VIVE Developer Summit di Pechino, tenutosi a luglio 2026, HTC ha presentato Vive Wave, piattaforma aperta e standardizzata pensata per il mercato cinese. L'obiettivo è risolvere la frammentazione dei dispositivi VR mobile attraverso un SDK unificato che permetta agli sviluppatori di produrre contenuti compatibili con molteplici headset.
Alla piattaforma hanno già aderito undici produttori cinesi, tra cui iQiyi, Xiaomi, 360 e ZTE, insieme al colosso dell'elettronica Quanta Computer. La strategia costruisce un ecosistema in cui hardware e software crescono in parallelo, ampliando la base di utenti disponibile per gli sviluppatori.

Il modello cloud: liberarsi dal PC
A giugno 2026 HTC ha annunciato una collaborazione con Dalian Radio & Television e Beijing Shiboyun Technology per lanciare il primo servizio di cloud VR al mondo. L'headset si collega direttamente a Viveport tramite una connessione a banda larga da 60 Mbps, eliminando la necessità di un computer dedicato per l'elaborazione grafica.
Wang Graylin paragona il modello a Spotify: l'accesso immediato ai contenuti senza download né installazioni rappresenta, secondo lui, la condizione necessaria per l'adozione diffusa. Il sistema presenta tuttavia un limite tecnico riconosciuto: il ritardo di rete resta una variabile critica per la stabilità dell'esperienza, anche se l'arrivo del 5G potrebbe attenuarne l'impatto.
Oltre il gaming
In un'intervista televisiva su CCTV, Wang Graylin ha ribadito che la VR non si limita all'intrattenimento videoludico, ma può integrarsi con sanità, immobiliare e turismo. A luglio 2026 HTC ha annunciato una collaborazione con il governo di Shenzhen per un fondo di investimento dedicato alla VR e un istituto di ricerca collegato. La Cina ha pianificato la crescita dell'intero settore VR come parte della propria strategia industriale entro il 2026.
Le incognite del settore
Il mercato cinese resta competitivo, con produttori come Quest e Pico che hanno adottato posizionamenti più aggressivi sul segmento consumer rispetto a HTC. Il centro di ricerca CCS Insight ha inoltre previsto la possibilità che HTC cedaadipi la propria divisione VR a causa dell'incertezza del mercato, un'ipotesi che pesa sul futuro dell'intero ecosistema Vive.

Wang Graylin mantiene la rotta sull'espansione dei contenuti e sull'architettura aperta come leve principali per la transizione della VR da tecnologia di nicchia a prodotto diffuso.
