Punti Chiave
- Lancio del prodotto: OpenAI ha rilasciato il 9 luglio ChatGPT Work, agente IA basato su macchina virtuale sempre attiva capace di completare task autonomi (documenti, presentazioni, siti web) senza supervisione continua.
- Architettura tecnica: Il sistema si appoggia a GPT-5.6, disponibile in tre varianti (Sol, Terra, Luna) e due modalità di ragionamento, "max" e "ultra", quest'ultima capace di coordinare fino a sedici agenti in parallelo.
- Scontro di mercato: Il rilascio arriva 48 ore dopo l'estensione di Claude Cowork di Anthropic a mobile e web, aprendo una competizione diretta sui benchmark di performance e sull'efficienza computazionale.
Un agente che lavora, non risponde
OpenAI ha lanciato il 9 luglio ChatGPT Work, ridefinendo l'interazione con il proprio assistente: non più un chatbot che genera testo, ma un agente che consegna output finiti. Il sistema gira su una macchina virtuale sempre attiva sui server dell'azienda, accessibile da web, mobile e desktop. Un utente può avviare un'attività da smartphone, chiudere l'app, e l'agente prosegue il lavoro in autonomia per ore. L'integrazione copre Slack, Microsoft Teams, Google Drive, SharePoint, Salesforce, email e calendari, permettendo all'agente di raccogliere dati, pianificare i passaggi ed eseguirli senza intervento umano continuo.

Tre modelli, due modalità di ragionamento
Il motore alla base di ChatGPT Work è GPT-5.6, distribuito in tre configurazioni: Sol, orientato a ragionamento complesso e coding; Terra, pensato per attività quotidiane con prestazioni comparabili a GPT-5.5; Luna, versione leggera per scenari ad alto volume. A queste si aggiungono due modalità operative: "max", che allunga i tempi di elaborazione su problemi complessi, e "ultra", che smista il carico su più agenti IA in parallelo, fino a sedici unità nei task più pesanti.

Il confronto con Claude Cowork
Il tempismo del lancio segue di 48 ore l'estensione di Claude Cowork di Anthropic a mobile e web, avvenuta il 7 luglio. I test comparativi condotti su tre scenari operativi – organizzazione di un evento, costruzione di un sito, redazione di una presentazione – mostrano ChatGPT Work produrre risultati più completi e pronti all'uso, mentre Claude Cowork risulta più rapido nell'esecuzione, sei minuti contro diciotto, ma con output più standardizzati.
Sui benchmark tecnici, GPT-5.6 Sol ha ottenuto 80 punti nell'Artificial Analysis Coding Agent Index, superando il modello concorrente Claude Fable 5 di 2,8 punti con un consumo di risorse computazionali inferiore alla metà. Nel test Agents' Last Exam, Sol ha registrato un punteggio del 53,6% contro il 40,5% di Fable 5.

Le criticità segnalate dagli utenti
Il lancio non è passato senza tensioni. Diversi utenti hanno segnalato un consumo anomalo delle quote settimanali di utilizzo, con un caso riportato di riduzione del 3% del credito disponibile dopo due sole richieste. La nuova interfaccia desktop ha ricevuto critiche per aver reso la modalità Work l'esperienza predefinita, relegando la chat tradizionale in un sottomenu. Segnalata inoltre la scomparsa di funzioni preesistenti come Projects e Memories.

Sam Altman ha difeso la scelta, indicando che il lancio ha generato un traffico doppio rispetto ai picchi storici della piattaforma e definendo la mossa un passaggio necessario nel percorso verso l'AGI.

Le prospettive operative
La distinzione tra i due sistemi si sposta ora sul tipo di attività da svolgere piuttosto che sulla preferenza per un fornitore. ChatGPT Work si posiziona per progetti che devono passare dalla concezione al prodotto finito, Claude Cowork per l'organizzazione e la sintesi di materiali già esistenti. Il mercato degli agenti IA per l'ambito lavorativo si muove ora su due architetture concorrenti, con le aziende chiamate a valutare l'efficienza computazionale accanto alle capacità pure dei modelli.
